Marina Manna.

1_1 Il complesso denominato Marina Manna è situato in una delle zone più caratteristiche e popolate della Bassa Valle del Coghinas, a circa mezzo chilometro dal  sistema naturalistico della foce del Coghinas e dal lungo arenile che da Valledoria, con il centro abitato di Codaruina, si snoda fino a Badesi e l’Isola Rossa.Nelle vicinanze troviamo inoltre Viddalba, le Terme di Casteldoria e tutto il paesaggio rurale dell’entroterra caratterizzato da nuclei più piccoli, da Bortigiadas e dal Lago di Casteldoria.
E’ un ambito eterogeneo e in cerca di interconnessioni solide tra realtà diverse e molto caratteristiche. Il complesso Marina Manna è sorto nei primi anni ’90, vive del turismo stagionale tipico della zona, concentrato in pochi mesi di intensa attività e imperniato sull’offerta legata alla fruizione del litorale. Sono presenti piccoli appartamenti e monolocali accorpati in costruzioni ben inserite nel profilo naturale del territorio che vengono affittati nel periodo estivo e sono organizzati intorno a un centro di ritrovo e svago dotato di piscina, ristorante e piano-bar , disposti intorno a una corte aperta che viene usata per gli intrattenimenti musicali e le danze serali (tav.1 e tav.2).
foce_coghinasLa posizione ai margini del bosco di S.Pietro e del corrispondente arenile, lo rendono un luogo ideale di villeggiatura potendo usufruire facilmente a piedi sia del mare che dei numerosi percorsi pedonali nel verde. Inoltre è a pochi passi dal centro abitato di Codaruina collegato attraverso la strada principale e la pista ciclabile comunale.tav1 Attualmente si riscontra, come criticità maggiore, la forte stagionalità del complesso, ma anche la qualità e quantità dell’offerta, sia nei servizi che nelle residenze, che con il passare gli anni tende a non soddisfare più le richieste dei clienti e dei tour operator. La committenza sente la necessità di un rinnovamento formale architettonico e funzionale ed è sensibile alle problematiche del risparmio energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili. 3_1Il complesso è attualmente alla ricerca di strategie per migliorare e innovare l’offerta turistica da proporre al mercato che in questi tempi è in rapido e continuo mutamento: un chiaro segno di come gli assetti turistici nella Sardegna del prossimo futuro siano ancora da definire e la sfida progettuale quanto mai aperta. La lettura ed elaborazione degli indirizzi espressi dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR) riguardo alle zone turistico-ricettive (in particolare art.90 delle norme di attuazione nonché le schede di analisi dell’atlante) hanno incontrato pienamente il consenso della Committenza che si è anche spirata a tali contenuti nelle richieste di progetto.
tav3Il Marina Manna è alla ricerca di una nuova caratterizzazione anche formale del complesso che scaturisca da una qualità architettonica e urbanistica, in un dialogo nuovo con il territorio e la natura. Per poter attuare questi obbiettivi è necessario potenziare l’offerta di servizi senza però “consumare nuovo territorio”, ma concentrando e definendo al massimo le volumetrie già presenti, materializzare attraverso una progettazione puntale e non generica le potenzialità delle strutture ricettive. 6_1L’inserimento di nuovi servizi e della sala polifunzionale al piano primo sono strumenti per diversificare l’offerta su un arco temporale più ampio: organizzare congressi e ricevimenti sono attività che trovano luogo non solo d’estate, così come il centro benessere dotato di piscina chiusa e riscaldata.
Altro obbiettivo è il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili. In fase di progettazione si è studiato un involucro esterno coibente in grado di caratterizzare anche formalmente l’intervento e che racchiude in maniera unitaria sia la ristrutturazione del piano terra che la sopraelevazione del piano primo. In gioco di geometrie tra il bianco dell’intonaco e la pietra locale valorizza la percezione della materia naturale e scompone il volume dell’edificio in un gioco di chiaroscuri che riprende quello del bosco di eucaliptus, ginepri e mimose.
Le superfici esposte del tetto sono state adibite in massima parte a impianto fotovoltaico
per la produzione di 42 kWp.
2_1Inoltre sono da tenere in conto le scelte organizzative e strategiche come la possibile offerta di ricettività e servizi verso strutture esistenti e appena inaugurate come le  Terme di Casteldoria, facilmente raggiungibile con una navetta aprendo così la strada a forme di turismo integrato di più ampio respiro che si trasforma per i fruitori in “esperienza del territorio”.

 Metodi e procedure utilizzate

4_1L’occasione per avviare questo tipo di progettazione è stata la L.R. n°4 del 23.10.2009 che ha fornito la volumetria necessaria per rendere economicamente fattibile un intervento di riqualificazione e soprelevazione che rispetti non solo i vincoli, ma interpreti coerentemente le direttive e gli indirizzi del PPR. Il progetto trova origine e integra insieme le richieste di qualità e prestazionali provenienti dal PPR, dalla L.R n° del 2009 nonché ovviamente dalla Committenza. Si è formato così un tavolo di lavoro tra la Committenza e lo studio di progettazione: l’esperienza maturate negli anni di lavoro della Società ha reso possibile individuare
chiaramente i problemi di gestione nonché le potenzialità latenti della struttura.
Si è messo a punto una metodologia basata sulla continua verifica tra obbiettivi della
Committenza e gli Indirizzi/prescrizioni del PPR; la connessione attiva tra queste due entità
è la qualità architettonico-urbanistica offerta nonché le soluzioni proposte dallo studio di
progettazione. Gli obbiettivi sono stati trattati a diversi livelli di astrazione, da quelli primari e generali a quelli più puntuali e specifici.